Testimoni di nozze: quanti ne servono e cosa fanno

La legge chiede poco: due persone maggiorenni con un documento valido. La tradizione chiede molto di più. Qui trovate tutte e due le cose.

Aggiornato il 20 ottobre 2026

I testimoni firmano l'atto di matrimonio insieme a voi e a chi celebra. È l'unico compito che la legge dà loro. Tutto il resto, dall'addio al celibato al discorso al ricevimento, è tradizione.

Quanti testimoni servono

In Comune due. Il Codice civile (art. 107) dice che l'ufficiale di stato civile celebra il matrimonio «alla presenza di due testimoni, anche se parenti».

In chiesa almeno due. Il Codice di diritto canonico (can. 1108) chiede due testimoni per la validità del matrimonio. Per consuetudine molte parrocchie ne accettano quattro, due per parte, ma a firmare l'atto sono comunque due. Se ne volete quattro, chiedetelo al parroco quando aprite la pratica.

In Comune i testimoni sono due. Se volete accanto altre persone importanti, potete farle sedere in prima fila o affidare loro una lettura, ma per la legge non sono testimoni.

Chi può essere testimone

Quando comunicare i nomi

Al Comune i nomi dei testimoni si danno presto, di solito quando firmate il verbale delle pubblicazioni, insieme alla scelta tra comunione e separazione dei beni. Ogni Comune ha le sue regole per i cambi dell'ultimo momento:

ComuneCosa chiede
TorinoTestimoni e interprete si indicano alla firma delle pubblicazioni; si possono cambiare fino a 20 giorni prima scrivendo all'ufficio
Borgo San Dalmazzo (Cuneo)Fotocopia dei documenti dei testimoni almeno 8 giorni prima; cambi urgenti entro 48 ore dalla celebrazione

In chiesa i nomi si danno al parroco durante la pratica matrimoniale. Chiedete a quale data vanno comunicati.

E se un testimone si ammala la settimana delle nozze? La legge vuole due testimoni presenti alla celebrazione, quindi tenete pronta una persona di riserva, con un documento valido, e avvisate subito il Comune o il parroco. Borgo San Dalmazzo, per esempio, accetta il cambio fino a 48 ore prima; altri Comuni chiedono più tempo. Il numero dell'ufficio di stato civile salvatelo nel telefono già il giorno delle pubblicazioni.

Non confondete i testimoni di nozze con quelli della «prova testimoniale di stato libero». Nell'Arcidiocesi di Milano, per esempio, se dopo i 16 anni avete vissuto per più di un anno in un'altra diocesi, il parroco vi chiede due persone che vi conoscono da allora e giurano che non siete già sposati. Possono essere anche i vostri genitori. È una pratica a parte, che si fa prima delle nozze.

Cosa fa un testimone

Il giorno delle nozze, per la legge, basta che sia presente e firmi. Per la tradizione italiana, il testimone è la persona su cui gli sposi contano di più. Di solito:

Niente di questo è obbligatorio. Dite ai testimoni con chiarezza cosa vi aspettate, soprattutto se vivono lontano o hanno figli piccoli.

Regali e bomboniere

Per tradizione il testimone fa agli sposi un regalo più importante di quello degli altri invitati. Gli sposi, a loro volta, gli danno una bomboniera diversa, di solito più preziosa. Non c'è una cifra fissa: dipende dal rapporto e dalle possibilità di ciascuno.

Come scegliere

Scegliete le persone che ci sono state negli anni e che ci saranno anche dopo, anche se la famiglia si aspetta altri nomi. Non serve che i due testimoni siano uno per ciascuno di voi, né che siano una coppia. Se esitate tra quattro persone e vi sposate in chiesa, chiedete al parroco se ne accetta quattro; in Comune, chi non firma può fare una lettura o un breve discorso.

Chiedetelo di persona e con anticipo, così ha tempo di organizzarsi. Le scadenze di Comune e parrocchia sono nella guida a pubblicazioni e documenti. Se il vostro testimone deve parlare al ricevimento, mandategli la guida al discorso di matrimonio.