Il discorso di matrimonio

In Italia non c'è un ordine fisso dei discorsi, e proprio per questo conviene deciderlo prima. Ecco chi parla di solito, quando e per quanto.

Aggiornato il 20 ottobre 2026

Ai matrimoni inglesi c'è un ordine preciso: parla il padre della sposa, poi lo sposo, poi il testimone. Da noi nessuno si aspetta cinque oratori: un discorso breve e preparato bene basta a farsi ricordare.

Chi parla

Non c'è una regola. Le combinazioni più comuni sono queste:

Due o tre discorsi bastano. Oltre, gli invitati iniziano a guardare il dolce.

Quando parlare

Il momento più naturale è il taglio della torta, quando gli invitati sono già in piedi con il bicchiere in mano. In alternativa, dopo il secondo e prima del dolce: tutti sono seduti e ancora attenti. Evitate l'inizio della cena, quando la sala ha fame, e la fine della serata, quando metà degli ospiti è in pista o sta già salutando.

Mettetevi d'accordo con tre persone: chi coordina in sala per la location, il DJ o la band per il microfono, e il fotografo, che deve sapere quando stare pronto.

Quanto deve durare

Due o tre minuti per chi parla, cinque al massimo per gli sposi. Su un foglio, sono più o meno una pagina. Provate a leggerlo ad alta voce con il cronometro: se superate i quattro minuti, tagliate un aneddoto e lasciate le pause.

La struttura in cinque passi

  1. Chi siete. Una frase. Metà della sala non vi conosce.
  2. Un ricordo. Uno solo, concreto, che si capisca anche senza esserci stati.
  3. Loro due insieme. Cosa è cambiato da quando si sono incontrati.
  4. L'augurio. Breve e sincero.
  5. Il brindisi. Invitate tutti ad alzarsi e a brindare agli sposi.

Frasi per cominciare

Gli esempi qui sotto sono solo uno spunto: cambiate nomi e dettagli, e scrivete con le parole che usate davvero.

Il discorso degli sposi

Grazie a tutti per essere qui. Qualcuno ha preso un aereo, qualcuno ha chiesto un giorno di ferie, la nonna ha rinunciato al riposino: lo sappiamo e ve ne siamo grati.

Prima di tutto un grazie ai nostri genitori, che ci hanno sopportato in questi mesi di preventivi e di tableau rifatto quattro volte.

Il discorso del testimone o della testimone

Per chi non mi conosce, sono Marco, e conosco Luca dalla prima elementare. Ho visto i suoi tagli di capelli peggiori e posso dire che Giulia l'ha migliorato. Non su tutto, ma su molto.

Quando Giulia mi ha chiesto di farle da testimone, le ho detto di sì prima che finisse la frase. Poi le ho chiesto chi fosse lo sposo, per sicurezza.

Il discorso di un genitore

Quando Giulia aveva sei anni ha annunciato che si sarebbe sposata con il vicino di casa. Ci ha messo un po' di più, ma alla fine ha scelto bene.

Il brindisi finale

Vi chiedo di alzare i bicchieri: a Giulia e Luca, e a tutti gli anni che vengono. Viva gli sposi!

Commovente o divertente?

Tutte e due le cose, nello stesso discorso. Una battuta all'inizio scioglie la tensione, il ricordo fa ridere o sorridere, l'augurio finale può commuovere. Funziona meglio di un discorso tutto battute o tutto lacrime.

Se non vi viene naturale fare ridere, non sforzatevi. Un discorso sincero e corto è sempre meglio di uno spiritoso a fatica.

Cosa evitare

Prima del giorno

Fate leggere il discorso a una persona che conosce bene gli sposi, ma non a loro: una sorpresa resta una sorpresa. Provatelo ad alta voce due o tre volte. Il giorno delle nozze tenete il foglio in tasca, anche se pensate di saperlo a memoria.

Se siete testimoni, nella guida ai testimoni di nozze trovate cosa vi aspetta prima e durante le nozze. Se state organizzando il matrimonio, la checklist vi dice quando scegliere i testimoni e quando mandare loro il programma definitivo: è il momento giusto per dire anche chi parla e quando.