Pubblicazioni e documenti per sposarsi in Italia

Pubblicazioni, certificati, testimoni e marche da bollo: cosa chiedere al Comune e cosa al parroco, e quanti mesi prima delle nozze.

Aggiornato il 20 ottobre 2026

In Italia vi sposate con effetti civili in due modi. Con il matrimonio civile in Comune, davanti all'ufficiale di stato civile. Oppure con il matrimonio concordatario in chiesa: il rito è religioso, ma vale anche per lo Stato, quindi non serve una seconda cerimonia in Comune. In entrambi i casi il Comune deve prima fare le pubblicazioni, cioè rendere pubblico che volete sposarvi e controllare che possiate farlo.

Le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi, ma possono costituire un'unione civile in Comune, con un percorso simile.

Civile o concordatario: le differenze pratiche

Matrimonio civileMatrimonio concordatario
Dove si chiedeUfficio di stato civile del ComunePrima il parroco, poi il Comune
Chi celebraSindaco o suo delegatoIl sacerdote
PubblicazioniSolo in ComuneIn Comune e in parrocchia
Corso prematrimonialeNoSì, lo chiede la parrocchia
Validità civileImmediataIl parroco trasmette l'atto al Comune entro cinque giorni

Nel concordatario il sacerdote legge in chiesa gli articoli del Codice civile sui diritti e doveri dei coniugi, e l'atto viene firmato in due originali. Uno va al Comune del luogo delle nozze, che lo trascrive nei registri: da lì il matrimonio vale anche per lo Stato.

Le pubblicazioni in Comune

Le chiedete all'ufficio di stato civile del Comune di residenza di uno dei due. A Roma, se abitate in Comuni diversi, potete scegliere voi a quale rivolgervi. Si va di persona con documento d'identità e codice fiscale; uno dei due può andare da solo con una procura dell'altro. Alcuni Comuni accettano la richiesta online: a Torino si fa con SPID, CIE o CNS.

Dopo la richiesta, l'atto di pubblicazione resta sull'albo pretorio online del Comune per 8 giorni consecutivi. Seguono altri 3 giorni per eventuali opposizioni. Il Codice civile (art. 99) dice che le nozze non si possono celebrare prima del quarto giorno dopo la fine della pubblicazione, e che dopo 180 giorni la pubblicazione è come se non fosse avvenuta. Se superate quella data, dovete rifare tutto.

Quanto prima chiederle? Dipende dal Comune. Torino chiede di farle non prima di 180 giorni e almeno 60 giorni prima del matrimonio, se vi sposate in chiesa o in un altro Comune, e si impegna a dare l'appuntamento entro 100 giorni dalla richiesta. Nei Comuni grandi l'attesa per l'appuntamento può quindi pesare più delle pubblicazioni stesse: chiedetelo appena avete la data.

I documenti

Per il matrimonio civile, se siete cittadini italiani, i certificati li recupera il Comune: nascita, residenza, cittadinanza, stato libero e, se siete divorziati o vedovi, l'atto del matrimonio precedente.

DocumentoCivileConcordatarioDove si chiede
Documento d'identità e codice fiscaleSìSìLi avete già
Autocertificazione dei datiSìSìModulo del Comune
Certificato di battesimo «uso matrimonio»NoSì, vale 6 mesiParrocchia del battesimo
Certificato di cresimaNoSe non è annotata sul battesimoParrocchia della cresima
Attestato del corso prematrimonialeNoSì, non scadeChi ha tenuto il corso
Certificato contestuale (residenza, cittadinanza, stato libero)Lo acquisisce il ComuneSì, vale 6 mesiComune o online su ANPR
Richiesta di pubblicazione del parroco (Mod. X)NoSìIl parroco, dopo l'istruttoria
Nulla osta del consolatoSe uno è stranieroSe uno è stranieroConsolato in Italia

Il certificato contestuale si scarica anche dal sito dell'Anagrafe nazionale (anagrafenazionale.interno.it) con SPID, senza marca da bollo. Secondo le indicazioni dell'Arcidiocesi di Milano, tutti i documenti per la chiesa valgono sei mesi, tranne l'attestato del corso.

In chiesa: l'istruttoria matrimoniale

L'insieme dei documenti e dei colloqui per sposarsi in chiesa si chiama istruttoria matrimoniale, o pratica matrimoniale. La segue il parroco della parrocchia in cui vive uno dei due. L'ordine di solito è questo:

  1. Frequentate il corso prematrimoniale, anche con largo anticipo. Trovate tutto nella guida al corso prematrimoniale.
  2. Andate dal parroco con i documenti. Milano consiglia di presentarsi almeno sei-otto mesi prima delle nozze, Siracusa di aprire la pratica non prima di sei mesi e almeno tre mesi prima, Trieste tra sei e quattro mesi prima.
  3. Fate l'esame dei fidanzati: un colloquio con il parroco, separato per ciascuno.
  4. Il parroco vi consegna la richiesta per le pubblicazioni civili. Con quella andate in Comune.
  5. Dopo le pubblicazioni il Comune vi dà il nulla osta, che riportate al parroco. Intanto la parrocchia affigge le pubblicazioni religiose per 8 giorni.

Se vi sposate in un'altra parrocchia, il parroco che ha seguito la pratica le passa i documenti; fuori diocesi serve anche il visto della curia. Chiedetelo per tempo.

Quanto costa

SpesaQuantoFonte
Pubblicazioni in ComuneMarca da bollo da 16 €, 32 € se uno dei due vive in un altro ComuneRoma, Torino
Rito civile a RomaGratis nell'ufficio matrimoni del Municipio; Sala Rossa in Campidoglio 174 € se uno è residente, fino a 1624 € nel fine settimana per chi non vive a Roma né in provinciaRoma Capitale, delibera 492/2025
Rito civile a TorinoGratis se uno dei due è residente; 352 € se nessuno lo è; da 800 a 2000 € nelle sedi aulicheCittà di Torino
Rito in chiesaUn'offerta, che decide la parrocchiaChiedete al parroco

Le tariffe cambiano da Comune a Comune e spesso anche secondo il giorno: chiedetele quando prenotate.

I testimoni

Servono due testimoni, sia in Comune sia in chiesa. In Comune devono essere maggiorenni, con un documento valido, e possono essere anche parenti. Comunicate i loro nomi quando firmate le pubblicazioni: a Torino si possono cambiare fino a 20 giorni prima. Se un testimone non capisce l'italiano serve un interprete. Requisiti e compiti sono nella guida sui testimoni di nozze.

Comunione o separazione dei beni

Se non dite nulla, il vostro regime è la comunione dei beni. Se volete la separazione dei beni, la dichiarate al momento delle nozze, in Comune o in chiesa, e la firmano anche i testimoni. Dopo la celebrazione si può cambiare solo dal notaio.

Il cognome

Nessuno dei due cambia cognome sui documenti. Il Codice civile (art. 143-bis) dice che la moglie aggiunge al suo il cognome del marito, ma è una facoltà: per l'identificazione vale il cognome di nascita. Dal 2024 anche sulla tessera elettorale il cognome del marito compare solo se lo chiedete voi.

Se uno di voi è straniero

Il partner straniero deve chiedere al proprio consolato in Italia il nulla osta al matrimonio. Per i cittadini non UE la firma del console va legalizzata in Prefettura, salvo per i Paesi delle convenzioni di Londra (1968) e Bruxelles (1987). I cittadini di Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Turchia portano invece il certificato di capacità matrimoniale plurilingue, senza legalizzazione. Ogni Paese ha le sue regole: Torino pubblica schede a parte per Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e altri.

Se uno di voi non parla italiano, alla firma e alla cerimonia serve un interprete. A Roma gli stranieri non residenti che si sposano nelle sale capitoline non fanno le pubblicazioni, ma devono portare il nulla osta all'Ufficio Matrimoni.

Due casi richiedono un decreto del tribunale: le nozze tra parenti o affini (art. 87 c.c.) e quelle di una donna entro 300 giorni dalla fine del matrimonio precedente (art. 89 c.c.). Se vi riguarda, chiedete al Comune prima di fissare la data.

Come farlo stare nel calendario

Mettete in fila le scadenze partendo dalla data delle nozze: il corso mesi prima, il parroco tra otto e tre mesi prima secondo la diocesi, le pubblicazioni entro i 180 giorni che precedono le nozze (a Torino almeno 60 giorni prima), testimoni e regime dei beni alla firma. La checklist del matrimonio calcola queste date sulla vostra. Per il budget del rito e del resto, provate il calcolatore del costo del matrimonio.